“Era in Val di Susa”. Compagno sottoposto all’obbligo di firma quotidiano

Ancora repressione nell’estate fiorentina.
Già sottoposto a obbligo di firma quattro volte a settimana in seguito alla retata del 13 giugno, che ha colpito chi manifestato solidarietà agli arrestati dei 400 colpi, il nostro compagno Carlo si è visto notificare in questi giorni l’obbligo di andare tutti i giorni a firmare in Questura.
Il provvedimento è stato deciso dal solito GIP Giacomo Rocchi, su richiesta del pm Tommaso Coletta e della DIGOS. Gli uomini giusti al posto giusto. Non è un caso, in un’ operazione che, com’è noto, è stata orchestrata dai servizi segreti.

Al compagno non viene contestato di aver preso parte agli scontri, ma semplicemente di essere stato presente in Valsusa nella giornata di assedio del 3 luglio.

Mentre le borse vanno in crack e da sud a nord della penisola monta la tensione sociale, le maglie della democrazia totalitaria si stringono sempre di più. Ce ne accorgiamo bene in questa torrida estate fiorentina, tra attacchi repressivi, pedinamenti, fermi e provocazioni della polizia politica.

Agli sbirri l’effimero piacere di restituirci un po’ dei grattacapi che gli abbiamo inflitto in questi anni.
A noi la consapevolezza che l’estate passa alla svelta e che da un capo all’altro della penisola monta la rabbia contro questa disgustosa classe dirigente e i suoi sgherri. Gli scontri in Valsusa, i CIE che esplodono, il comune assediato a Parma, i disordini degli operai Fincantieri…
Il poco che fanno trapelare i servi dei giornali lascia capire quanto si sta agitando tra le pieghe della società.

Siamo impazienti, sappiamo aspettare.

Anarchici a Firenze

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